Subacquea ricreativa per tutti i livelli

Salina offre molti punti d’immersione con caratteristiche ambientali, faunistiche, geomorfologiche e batimetriche differenti. Questa varietà fa sì che tanto i neofiti quanto i subacquei esperti possano sempre provare straordinarie emozioni immergendosi con noi.

 

1. Secca del Capo

Una roccia in mare aperto a cinque miglia dalla punta Nord dell’isola. Il fondale si presenta frastagliato, con conformazione molto varia che regala suggestivi scorci nel blu. Frequenti gli incontri con pesci di passo come ricciole (Seriola dumerili), barracuda (Sphyraena barracuda), torpedini (Torpedo torpedo). Caratteristica la fauna bentonica, nella quale spiccano dense popolazioni di crinoidi (Antedon mediterranea) che popolano il coralligeno.

Profondità: min 9 metri – max 45 metri

Grado di difficoltà: medio-difficile

 

2. Scoglio Sanavò

A cinquecento metri dalla Secca del Capo si erge un grosso masso con il cappello a -22 metri e il fondo a -50, degradante con massi a franata. Analogamente alla Secca del Capo, la posizione in mare aperto favorisce l’incontro con pesci di passo.

A -45 metri troviamo una grotta abitata da una densa colonia di gamberetti parapandali rosa (Plesionika narval) e da una musdea (Phycis phycis) “guardiana del gregge” assieme a un grande grongo (Conger conger), generalmente rintanato nel fondo. Sulla sinistra dell’antro, la parete del monolite ospita numerose gorgonie rosse (Paramuricea clavata), facendo di questo scoglio l’unico punto di Salina in cui questi ottocoralli sono riusciti ad attecchire. Nudibranchi (il Mediterraneo ne ospita oltre 270 specie, delle quali circa il 15% endemico), anemoni gioiello (Corynactis viridis) di vari colori e grandi colonie di claveline (Clavelina lepadiformis) tappezzano le spaccature rocciose durante tutto il percorso subacqueo.

Profondità: min 22 metri – max 50 metri

Grado di difficoltà: difficile

 

3. Scoglio dei Crinoidi

Individuata dai sub Muciara nel 2014, è l’immersione gemella del Sanavò. A circa cinquanta metri da questo, il tuffo inizia con una discesa fino a 26 metri, profondità alla quale si incontra un imponente ammasso di rocce ricche di anfratti. Il fondo, sabbioso, è a -50 metri. Il nome evoca la presenza importante di crinoidi (Antedon mediterranea) di grandi dimensioni in tutte le tre varietà cromatiche del giallo, rosso e mimetico, che tappezzano i cumuli rocciosi. Particolare è la presenza di alcionari (Alcyonium acaule e palmatum) e di una ricchissima vita bentonica.

Profondità: min 26 metri – max 50 metri

Grado di difficoltà: difficile

 

4. Capo Faro

Questo sito stupisce sempre con nuovi incontri, in particolare con gli invertebrati che abitano il fondale sabbioso. L’immersione ha una profondità che varia dai -9 metri, ideale per i neofiti, ai -45 metri per i più esperti. Dopo le mareggiate è possibile scorgere dal manto sabbioso resti di antiche anfore di epoca romana.

Profondità: min 9 metri – max 45 metri

Grado di difficoltà: medio-facile

 

5. Scoglio del Cappero

Un tuffo nel blu fino a 25 metri di profondità dove inizia una lunga parete frastagliata che poggia, a -45 metri, su un fondale sabbioso. Per tutta la sua estensione sono presenti anfratti, spaccature e tane abitati da invertebrati bentonici e pesci stanziali come cernie, in particolare le brune (Epinephelus marginatus), musdee (Phycis phycis) e murene (Muraena helena). Interessanti le numerose varietà di nudibranchi dalle forme e colori più diversi (Flabellina affinis, babai e pedata, Felimida elegantula, Dondice banyulensis, Aplysia punctata, Felimida luteo rosea, Cratena peregrina, Peltodoris atromaculata eccetera).

Profondità: min 25 metri – max 45 metri

Grado di difficoltà: medio-difficile

 

6. Scoglio Piramide – esclusiva Muciara Diving Center

Sito individuato dal nostro staff, prevede un tuffo nel blu per 25 metri, al di sotto dei quali compare l’apice di un grande monolite caratterizzato da una scaletta naturale scavata nella roccia, dalla quale deriva il nome. Lungo le pareti e nelle spaccature si osservano attinie multicromatiche (Actinia equina), aragoste (Palinurus elephas) e murene (Muraena helena) mentre nel blu saraghi (Diplodus rafinesque), cernie dorate (Epinephelus costae, note anche come dotti) e brune (Epinephelus marginatus). Lo scoglio è poco frequentato da sub e pescatori e i pesci si mostrano poco diffidenti verso i visitatori.

Profondità: min 23 metri – max 45 metri

Grado di difficoltà: medio-difficile

 

7. Grotta dei Gamberi

Una spettacolare parete parte appena sotto il pelo dell’acqua e si allunga per un centinaio di metri fino a raggiungere i 30 metri di profondità. Per tutta la sua estensione cresce un ricco coralligeno, che ospita un’elevata biodiversità di pesci e invertebrati. La particolarità di questo tuffo è la presenza di un anfratto che ospita migliaia di gamberi rossi (Aristaeomorpha foliacea). Numerose sono le cernie alessandrine (Ephinephelus alexandrinus) che seguono a distanza i sub.

Immersione spettacolare in notturna, caratterizzata dalla costante compagnia di nuvole di gamberi lungo tutto il tragitto e dall’osservazione di crostacei come granseole (Maja squinado) e magnose, note anche come cicale (Scyllarides latus), e pesci predatori quali ricciole (Seriola dumerili) e barracuda (Sphyraena barracuda).

Profondità: min 1 metro – max 32 metri

Grado di difficoltà: medio-facile

 

8. Faraglione di Pollara

Un’immersione al centro dell’anfiteatro naturale della baia di Pollara, in prossimità del grande arco roccioso del “Perciato”. Il sito è caratterizzato da una parete che conduce dal faraglione verso il mare aperto fino a una profondità di 27 metri, dove si estende un fondale sabbioso costellato da grosse rocce che ospitano crostacei, soprattutto aragoste (Palinurus elephas), e ottocoralli come, per esempio, la gorgonia gialla (Eunicella cavolinii). Alla base del faraglione lato Sud, presso un anfratto roccioso, sono ben visibili due ancore bastimentali e un cannoncino in ferro risalente al XVII secolo.

Profondità: min 3 metri – max 25 metri

Grado di difficoltà: medio-facile

 

9. Secca di Pollara

Si inizia con una planata nel blu fino a circa -30 metri per arrivare sul cappello abitato da imponenti cernie brune (Epinephelus marginatus) e banchi di dotti (Epinephelus costae) che sorvegliano la Secca. Frequente l’incontro con ricciole (Seriola dumerili) di grossa taglia, nudibranchi di varie forme e colori, grandi murene (Muraena helena). Di suggestivo effetto è un vero e proprio “condominio” di aragoste (Palinurus elephas), che hanno trovato ospitalità in un grande masso alla massima profondità.

Profondità: min 27 metri – max 45 metri

Grado di difficoltà: difficile

 

10. Punta Vallespina

Una grande franata a pochi metri dalla costa Sud che stupisce per gli incontri inaspettati. La particolare posizione la rende gradita a cernie (in particolare Epinephelus marginatus e costae) e pesci di passo come ricciole (Palinurus elephas) e barracuda (Sphyraena barracuda) ma, con un pizzico di fortuna è possibile osservare anche le aquile di mare (Myliobatis aquila).

Profondità: min 8 metri – max 40 metri

Grado di difficoltà: medio-facile

 

11. e 12. Punta Megna e Scoglio dell’Ariana

Sono rispettivamente un crinale roccioso e uno scoglio in prossimità del porto di Rinella, entrambi divertenti siti, perfetti per i neofiti, che permettono ai bambini e ai principianti di familiarizzare con l’attrezzatura e la tecnica subacquee godendo al tempo stesso delle bellezze del mare a pochi metri di profondità.

Profondità: max 18 metri

Grado di difficoltà: facile

 

13. e 14. Tre Pietre

Immersione caratterizzata da crinali di roccia divisi fra loro da praterie di rigogliosa posidonia (Posidonia oceanica). Due le opzioni. Nella prima si arriva alla base di un pinnacolo particolarmente suggestivo per la sua conformazione geologica (sembra il cappello appuntito di una strega) e per le tane di cernie stanziali (Epinephelus marginatus e costae) e polpi (Octopus vulgaris) che covano le loro uova. Nel secondo percorso, dedicato ai più esperti, il tuffo si spinge fino a 42 metri, dove si possono osservare grandi spugne, tra le quali un gigantesco “orecchio di elefante” (Spongia agaricina), e crostacei, per lo più aragoste (Palinurus elephas) e cicale (Scyllarides latus), nelle loro tane.

Profondità: min 5 metri, max 36/42 metri

Grado di difficoltà: medio-facile

 

15. Punta Brigantino

Due piccoli crinali di roccia le cui pareti costituiscono un affascinante primo approccio a chi si è brevettato da poco o per chi non s’immerge da tempo. L’acqua è cristallina e il sito presenta sul fondale numerosi massi, che offrono un paesaggio sommerso eterogeneo e ricco di vita bentonica molto suggestivo da esplorare fino alla profondità massima di 18 metri, da dove si estende un ampio poseidonieto (Posidonia oceanica).

Profondità: max 18 metri

Grado di difficoltà: facile